S.T.I.R. di Giugliano

INQUADRAMENTO TERRITORIALE
L’insediamento produttivo sito nel Comune di Giugliano (NA), in località Pontericcio occupa una superficie complessiva di 77.000 mq all’interno della zona ASI.

 


Figura 1. Impianto STIR di Giugliano (NA)

Lo stabilimento opera il trattamento di tritovagliatura dei rifiuti solidi urbani indifferenziati.


DIMENSIONI DELL’IMPIANTO
Le dimensioni dell’insediamento industriale sono descritte nella seguente tabella:

Superficie totale (mq) Superficie coperta (mq) Anno costruzione complesso
77.000 22.000 2001

La superficie coperta si estende per circa 22.000 mq, la restante parte è destinata a piazzali, strade interne ed aree verdi per un totale di 55.000 mq.

DESCRIZIONE DELL'IMPIANTO
L'impianto S.T.I.R. di Giugliano è composto da varie aree di lavorazione, in particolare:

  • area di ricezione e stoccaggio
  • area selezione e produzione
  • area di stabilizzazione
  • area di raffinazione

DESCRIZIONE DEL PROCESSO
I camion provenienti dal percorso di raccolta del rifiuto indifferenziato, superato il varco di ingresso sono sottoposti al controllo per valutare l'eventuale presenza di materiale radioattivo nel rifiuto trasportato. In caso di esito negativo, gli automezzi vengono pesati e giungono all'interno del capannone di ricezione (fossa) ove scaricano i rifiuti trasportati. Tale edificio è disposto in linea con otto portoni ad impacchettamento rapido tali da consentire l'immediata chiusura dopo l'avvenuto scarico del rifiuto.

Dalla fossa una benna mordente preleva il materiale e lo scarica sul nastro trasportatore per l'avvio al pretrattamento (Edificio di selezione). Nell'area di tritovagliatura e selezione sono presenti 3 linee di lavorazione del rifiuto tal quale in ingresso all'impianto. I rifiuti triturati sono sottoposti, mediante elettromagneti, a separazione del materiale ferroso.
Il rifiuto solido indifferenziato al termine del processo di trattamento di tritovagliatura è attualmente classificato come:

  • Frazione secca trito vagliata
  • Frazione umida trito vagliata
  • Frazione umida trito vagliata stabilizzata
  • Materiali ferrosi

Al termine del processo la frazione secca tritovagliata è inviata al termovalorizzatore o ad altro impianto idoneo allo smaltimento/recupero della stessa.
La frazione umida stabilizzata e non, viene inviata in discariche autorizzate o ad altro impianto idoneo di smaltimento.
Il materiale ferroso è inviato al recupero.

Tutte le operazioni, comprese quelle di scarico dei rifiuti, sono eseguite al chiuso in un ambiente costantemente depressurizzato per evitare fuoriuscite di odori. Le aree interne ai capannoni di stabilizzazione sono idoneamente impermeabilizzate con pacchetto classico di impermeabilizzazione con telo in HDPE per contenere le infiltrazioni da percolati.


SEZIONI DELL'IMPIANTO
Il processo di trattamento come descritto in precedenza si articola nelle sottoelencate sezioni principali:

SEZIONE DI RICEZIONE E STOCCAGGIO

Stazione di pesatura
I camion che trasportano il rifiuto arrivano in impianto, attraversano il portale radioattivo e accertata l'assenza di rifiuti radioattivi, sono pesati mediante una pesa a ponte a celle di carico uso stradale con piattaforma metallica avente una portata nominale di 60 t.

Edificio di ricezione RSU
L'edificio fossa è disposto in linea con otto (8) portoni ad impacchettamento rapido necessari per permettere lo scarico dei mezzi di RSU nella fossa sottostante. L'alimentazione dei RSU alle tre (3) linee di selezione è effettuata tramite due gru a ponte, che manovrano le benne mordenti.

SEZIONE SELEZIONE RSU E PRODUZIONE
La sezione si articola su tre linee identiche, operanti in parallelo, ognuna delle quali include:

  • Tramoggia di alimentazione RSU e trituratore
  • Vaglio primario a tamburo rotante
  • Vaglio secondario a tamburo rotante
  • Sezione di caricamento del materiale tritovagliato sfuso o pressatura in balle
  • Movimentazione dei materiali

Triturazione RSU
La triturazione, come primo trattamento, sarà effettuata tramite un mulino dilaceratore del tipo a bassa velocità di rotazione.

Vagliatura primaria
A valle del dilaceratore i rifiuti vengono alimentati al vaglio primario che attua la prima separazione granulometrica e dimensionale del rifiuto. La vagliatura avviene mediante vagli a tamburo rotante dimensionati con un tempo di permanenza sufficiente a garantire la separazione del materiale in due flussi:

  • Sovvallo primario (frazione superiore al diametro fori del vaglio)
  • Sottovaglio primario (frazione passante attraverso i fori del vaglio)

Il sovvallo primario, a sua volta, è sottoposto ai seguenti trattamenti:

  1. Deferrizzazione magnetica;
  2. Carico diretto su camion del materiale o pressatura dello stesso e confezionamento in balle.

Il sottovaglio primario è inviato ad un vaglio secondario di costruzione simile al primo ma caratterizzato da fori vaglianti aventi diametro inferiore rispetto a quest'ultimo.

Vagliatura secondaria
La vagliatura secondaria permetta la separazione del materiale in arrivo in due flussi:

  • La frazione di sottovaglio < 60 mm, è una frazione "fine" ricca di materiale fermentescibile, che, previa deferrizzazione, è destinata o alla stabilizzazione della stessa o allo stoccaggio per la successiva evacuazione.
  • Il sovvallo secondario di pezzatura compresa tra 60 e 120 mm, presenta ancora una rilevante presenza di materiale ad elevato potere calorifico.

Il sovvallo secondario, a sua volta, è sottoposto ai seguenti trattamenti:

  1. Deferrizzazione magnetica;
  2. Carico diretto su camion del materiale o pressatura dello stesso e confezionamento in balle.

 

Sezione di caricamento e pressatura in balle
Il caricamento del tritovagliato sfuso avviene per caduta dall'alto del materiale stesso all'interno del rimorchio idoneamente posizionato al di sotto delle tramogge.
Inoltre, in alternativa, sono previste due presse, azionate idraulicamente, capaci di conferire al materiale pressato un peso specifico di circa 700 kg/m3. Il prodotto viene confezionato in balle di forma parallelepipeda e le cui caratteristiche sono:

  • altezza x larghezza (1100x1000mm)
  • lunghezza (min.1500 – max 1800mm)
  • Peso min 1 – max 1,5 t
  • densità media delle balle 0,6-0,7 t/mc.

 

SEZIONE STABILIZZAZIONE
La stabilizzazione del materiale umido avviene attraverso un processo di biossidazione, rigorosamente aerobico, condotto all'interno di un'aia completamente chiusa in modo da evitare ogni tipo di impatto negativo sull'ambiente esterno.

SEZIONE RAFFINAZIONE MATERIALE STABILIZZATO
È presente un'ulteriore sezione dedicata al processo di raffinazione del materiale bio-stabilizzato. Tale lavorazione permette di ottenere materiale idoneo alle attività di copertura giornaliera dei rifiuti in discarica e per la riqualificazione morfologica ed ambientale delle cave abbandonate e/o dismesse.

 

Data di ultima modifica: 18/01/2017


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