Gli impianti di tritovagliatura (STIR) della Città Metropolitana di Napoli

Tra le competenze affidate alla Società S.A.P.NA. S.p.A. dalla Città Metropolitana di Napoli, è prevista anche quella di gestione degli impianti di tritovagliatura di Giugliano (NA) e Tufino (NA) denominati STIR.

Tale competenza alla gestione degli STIR è avvenuta per effetto della legge 1/2011, conversione del D.L. 196/10.

L’impianto di tritovagliatura di Giugliano (NA) è situato nell’area ASI di Giugliano in località Ponte Riccio, all’interno di un complesso industriale ed è raggiungibile attraverso l’asse mediano primario.


L’impianto di tritovagliatura di Tufino (NA) è situato in un’area periferica del Comune di Tufino (NA) a sud-est del comune di Schiava e a sud dall’autostrada A16 Napoli-Canosa (distante in linea d’aria 350 m), L’accesso all’impianto è situato a circa 5 chilometri dall’uscita di Baiano (AV).

 


AUTORIZZAZIONI
Gli impianti sono stati realizzati ed avviati all’esercizio a partire dall’anno 2001 nell’ambito del servizio di affidamento della gestione dei rifiuti solidi urbani a valle della raccolta differenziata nella Città Metropolitana di Napoli, ai sensi di ordinanze emanate dal Commissario di Governo all’Emergenza Rifiuti in regione Campania.

Successivamente nell’anno 2005, ai sensi della O.P.C.M. n° 3481 del 29.12.2005, gli impianti sono stati, rispetto all’originaria funzione, declassati ad impianti di tritovagliatura come disposto all’ art.1:

[..] gli impianti siti in [..] Caivano (NA), Tufino (NA), Giugliano (NA), Santa Maria Capua Vetere (CE), Pianodardine(AV), Battipaglia (SA) e Casalduni (BN) devono intendersi autorizzati, ai sensi degli articoli 27 e 28 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.22 e successive modifiche ed integrazioni, ad operare attività di selezione, prevalentemente mediante tritovagliatura, di rifiuto urbano residuale da raccolta differenziata (codice CER 200301) con produzione di flussi costituiti da una frazione secca (codice CER 191212), una frazione umida sottoposta a trattamento biologico aerobico (codice CER 190501), scarti (sovvallo di processo – codice CER 191212) e rifiuti ferrosi (codice CER 191202).

Ai sensi della O.P.C.M. n° 3506 del 23.03.2006 è stato disposto inoltre all’art.7:

“All’articolo 1, comma1, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3481 del 19 dicembre 2005 dopo le parole “(codice CER 190501” sono aggiunte le parole “o codice CER 190503 laddove il processo di stabilizzazione effettuato nell’impianto consenta l’applicazione di tale codice”.

Il 23 maggio 2008 è stato emanato il decreto legge n.90, poi convertito con legge n.123 del 14 luglio 2008, che ha stabilito il passaggio della titolarità degli impianti alle Province della regione Campania.

Ai sensi dell’art. 6 e 6-ter del D.L. n° 90 del 23.05.08 e successiva legge di conversione n.123 del 14.07.08, è autorizzato presso gli impianti il trattamento meccanico dei rifiuti urbani, per i quali, all'esito delle relative lavorazioni, si applica in ogni caso, fermo quanto disposto dall'articolo 18, la disciplina prevista per i rifiuti codice CER 19.12.12, CER 19.12.02, CER 19.05.01; presso i medesimi impianti sono altresì autorizzate le attività di stoccaggio e di trasferenza dei rifiuti stessi.

Successivamente sono stati nominati da parte del Sottosegretario di Stato dott. Bertolaso i Commissari ad Acta per ciascuno dei cinque ambiti provinciali, il cui incarico si è protratto sino alla data di fine emergenza fissata al 31 dicembre 2009, data oltre la quale – giusto decreto legge 195 del 30/12/09 – è stata affidata alle province della regione Campania la gestione ordinaria del ciclo integrato dei rifiuti.

In data 31 dicembre 2009 con le approvazioni dei documenti “Contenuti e modalità dell’autorizzazione integrata ambientale” è stato definito il quadro delle attività autorizzate per i singoli impianti. Tali documenti costituiscono la fonte per le informazioni riportate nel presente documento.

Le ordinanze di approvazione sono la n. 295 per lo STIR di Tufino, la n. 296 per lo STIR di Giugliano, tutte emesse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Missione siti, aree ed impianti.

La destinazione delle aree dell’impianto e le relative autorizzazioni ai vari trattamenti sono meglio sintetizzate in tabella:

AREA AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO METODO DI TRATTAMENTO
Edificio accettazione/selezione/imballaggio RSU/frazioni da raccolta differenziata Trito vagliatura e selezione
Edificio stabilizzazione (MVA) FUT Metodo aerobico
Edificio stabilizzazione (MVS) FUT/FORSU/stoccaggio tritovagliato sfuso Metodo aerobico
Edificio raffinazione FORSU Implementare miglioramenti per il sistema di trattamento
Spiazzali esterni Stoccaggio frazioni da raccolta differenziata (carta, cartone, plastiche, metalli e vetro) Piattaforme di stoccaggio


Dal documento autorizzativo, per ciascuno STIR, si evince che sono inoltre autorizzate nell’impianto, nelle apposite aree coperte e scoperte, le seguenti attività/lavorazioni:

  • Trattamento della frazione organica da raccolta differenziata (FORSU) e stoccaggio del tritovagliato sfuso negli edifici della preraffinazione, raffinazione e postraffinazione.
  • Trattamento della frazione umida trito vagliata (FUT) nell’edificio della stabilizzazione MVA
  • Trattamento della frazione organica da raccolta differenziata (FORSU) sul 30% dell’area utile, della frazione umida trito vagliata (FUT) e lo stoccaggio del tritovagliato sfuso nell’edificio MVS
  • Stoccaggio delle frazioni di rifiuto da raccolta differenziata (carta, cartone, plastiche, metalli, vetro) sulle piazzole esterne impermeabilizzate qualora ne fosse possibile
  • Selezione della frazione di rifiuto da raccolta differenziata (carta, cartone, plastiche, metalli, vetro)

Si precisa che lo stoccaggio/trattamento delle frazioni da raccolta differenziata è autorizzato solo nelle percentuali direttamente proporzionali alla diminuzione dell’RSU conferito in impianto e alle frazioni prodotte durante la lavorazione (50% trito vagliato sfuso, 45% frazione umida trito vagliata 5% scarti).

 

CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI IMPIANTI
La produzione dei rifiuti da trattare, così come indicata nell’elaborato tecnico-descrittivo di progetto, è riportata nella seguente tabella:

PRODUZIONE RIFIUTI DA TRATTARE GIUGLIANO TUFINO
portata esercizio impianto   (t/a) 451.500 495.300
portata esercizio impianto   (t/d) 1.505 1.651
portata esercizio per ogni linea (t/h) 27,1 29,7
portata progetto per ogni linea (t/h) 35 35
n° linee trattamento 3 3


Il processo è finalizzato alla produzione di un rifiuto trito vagliato (FST o TMB (imp. di tratt. mecc. biol.) con produzione delle seguenti frazioni merceologiche:

  • frazioni prevalentemente secca combustibile (FST)
  • una frazione organica stabilizzata, ottenuta aerobicamente per insufflaggio di aria di processo, sotto i cumuli in fermentazione, in quantità controllata. La durata della fase di stabilizzazione è stata fissata in 21 giorni circa, al termine della quale la frazione organica stabilizzata potrà essere eventualmente raffinata per recuperare parte della frazione combustibile ancora presente, e successivamente utilizzata per riqualificazione ambientale di cave dismesse e/o abbandonate
  • metalli ferrosi da immettere nel circuito delle materie prime secondarie

 

 

Data di ultima modifica: 18/01/2017


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